domenica 27 maggio 2007

un momento di break...per evadere


un consiglio per tutti!!!!!

se riuscite a ritagliarvi un piccolo spazio di tempo libero andate a vedere la mostra di Chagal...

ricca (che per essere al vittoriano vuol dire veramente molto....) e ben organizzata permette di apprezzare il fantasico genio di chagal!

buona visita!!!

il gioco dei nastri...continua
















un groviglio di nastri...da ordinare...
arancio: percorso
verde: virtuale
rosso: spazio-funzione

I tentativi di dare ordine a questi "nasti" hanno condotto fin qui a due strade:

il nastro struttura, quasi ad evocare l'idea della trave continua...(sembra tuttavia bloccare la natura del "nastro")




il nastro "skin", una pelle digitalizzata (idea di pixel), una pelle bio-ambientale (presenza di sistemi tecnologici che rendano l'edificio bio-sostenibile)

il gioco dei nastri....



tutto è partito da qui....

la presenza di processi che necessitavano di forme rigidi e definite in partenza, in geometria e dimensione, dichiaravano necessariamente l'esigenza di un qualcosa che "plasmasse e rendesse fluido" ciò che era completmente bloccato e fermo...


i dadi rappresentano i processi "rigidi"

i nastri rappresentano la fluidtà nei suoi diversi aspetti

PERFORMNG ARTS

looking for space....

nuovi mezzi per sperimentare lo spazio.

PROGRAMMA

il centro propone una nuova sperimentazione architettonica:

LA DANZA _ tramite il movimento ed il controllo del corpo

LA MUSICA _ tramite propagazione, controllo e gestione del suono

IL TEATRO _ per la complessità della disciplina

FORNISCONO PROCEDIMENTI GENERATORI DI SPAZIO...

in sostanza il centro, in stretta relazione fisica e funzionale con la Facoltà di Architettura, propone un nuovo modo di "vivere" lo spazio, di farlo proprio, padroneggiarlo e dunque crearlo grazie alla sensibilità sviluppata da queste discipline.


LA CARATTERISTICA CHIAVE dell'edificio ruota intorno al"dualismo" fluidità-rigidezza in cui gioca un ruolo fondamentale l'elemento NASTRO (movimento corpo, propagazione armonica del suono, trama teatrale,...). Esso si articola in tre funzioni fondamentali: PERCORSO, SPAZIO E VIRTUALE


L'edificio risponde a requisiti di mixitè, prevedendo una continua ibridazione delle funzioni nonchè la presenza di spazi dotati di massima flessibilità, rispettosi dei princippi di compatibilità e rispetto ambientale.

partener




formale espressivo/organizzativo: Alberto Blasi; é ovvio che forza e funzione dei nastri nei due progetti assumono valenze differenti































attinenza programmatica: Francesca Canofari e Claudio Alvaro















per "curiosità": Giovanni Orsini

venerdì 18 maggio 2007

"viva la casualità"...risponde!



per " puro caso " mi sono imbattuta nel blog di giovanni orsini, e per puro caso mi ha fatto conoscere questo architetto...kas oosterhuis!!! la rete finziona!!!!!!

amati-odiati nastri...un'altra interpretazione!!!

mercoledì 16 maggio 2007

Giorgio Rossi...un vero talento!(2)










Così lontano dalla memoria che non ero ancora nato. Odori, rumori e sapori di un tempo forse solo immaginato. Quello che si vedrà in fondo c'era già. La necessità di manifestarsi, in quanto veicolo di memoria che non può non agire, è la condizione iniziale di questo pezzo.
Spunti e immagini per il lavoro:
un quadro di E. Munch fatto quattro anni prima della morte, intitolato:"Tra l'orologio e il letto";
alcune parti del coreografico libro di Barthes "Frammenti di un discorso amoroso";
la musica di M. Ravel e anche la canzone "Balocchi e profumi" interpretata da Milva;
la voce di Totò, la marionetta più perfetta mai vista in Italia;
il celebre libricino di Von Kleist "Il Teatro delle Marionette", ". . . ogni movimento - diceva egli - ha un centro di gravità, basta governare quel centro, nell'interno della figura, le membra, che non sono altro che pendoli, seguono, senz'altro soccorso, in una maniera affatto meccanica, da sé";
i testi della Duncan;
le poesie di Ungaretti e Michaux che passano così profondamente in superficie da tenere sempre viva la passione per questo genere letterario così vicino all'universo della danza.

Rosa e azzurro (1928)
Ho atteso che vi alzaste,Colori dell'amore,E ora svelate un'infanzia di cielo.Porge la rosa più bella sognata
Giuseppe Ungaretti

La pietà (1928)
L'uomo, monotono universo,Crede allargarsi i beniE dalle sue mani febbriliNon escono senza fine che limitiAttaccato sul vuotoAl suo filo di ragno,Non teme e non seduceSe non il proprio grido.Ripara il logorio alzando tombe,E per pensarti EternoNon ha che le bestemmie.
Giuseppe Ungaretti




Giorgio Rossi...un vero talento!









E la tua veste bianca (1996)

Una danza d'amore di e con Giorgio Rossi Luci di Dalibor Kuzmanic Costumi di Giorgio Rossi Testi di Salvatore Quasimodo e Friedrich Nieztsche Musiche di Anouar Brahem, Billie Holiday, Residence
"E la tua veste bianca" è il tentativo di unire al movimento nello spazio la mia sensazione su questo mondo che trasforma tutto.Passo da una danza armonica calda ed ironica, che si giocaforse sotto la tenda di Shahrazàd in mezzo al deserto, al tramonto primaverile,davanti a freschi e aperti visi di fanciulle incantate, che m'incantano,nel paese della fantasia al sorriso tra il lievemente perverso e il divertito, nel caos dell'apparente ordine di questo mondo fatto di egoismi al silicone con facceda tubi catodici, che sono indifferenti ai massacri quotidiani ed attenti all'apparenza di apparire felici accessoriati fino alla nausea. La Danza finisce in un autodistruzione, contenta di sparare e spararsi e di tagliarsi le chiappe, gli attributi, sbudellandosi in un rituale kitsch della grande felicità, che ci viene dagli U.S.A e getta.







E LA TUA VESTE BIANCA

Piegato hai il capo e mi guardi;e la tua veste è biancae un seno affiora dalla trina sciolta sull'omero sinistro. Mi supera la luce; trema e tocca le tue braccia nude.
Ti rivedo. Parole avevi chiuse e rapide,che mettevano cuore nel peso d'una vita che sapeva di circo.
Profonda la strada su cui scendeva il vento certe notti di marzo, e ci svegliava ignoti come la prima volta. Salvatore Quasimodo